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Premessa

L’otite del cane rappresenta statisticamente una delle principali cause per le quali un proprietario si rivolge al medico veterinario, si tratta quindi di una problematica estremamente frequente nei nostri animali da compagnia.

Per prima cosa è bene precisare che l’otite non è solo un processo patologico, ma il sintomo di una causa predisponente sottostante.

Infatti le problematiche che possono scatenare l’otite sono estremamente numerose, va da sé che non basta curare l’infiammazione, ma va sempre indagata la causa primaria al fine di evitare recidive e peggioramenti.

Quali sono le cause più frequenti di otite nel cane?

Per prima cosa, soprattutto se il dolore e fastidio è monolaterale, ovvero colpisce un solo orecchio, bisognerà effettuare un’accurata ispezione visiva del condotto auricolare esterno (possibile solo con otoscopio da parte del medico veterinario), per escludere la presenza corpi estranei, soprattutto vegetali, che possono entrare e creare lesioni e dolore. In questo caso la risoluzione è rappresentata dall’estrazione del corpo estraneo, oltre che terapie di supporto contro infezione e infiammazione che ne conseguono.

Molto di frequente però, non si rileva alcun materiale estraneo all’interno dei condotti uditivi, sarà quindi da escludere la presenza di microrganismi patogeni quali batteri e lieviti, che se presenti andranno caratterizzati mediante un tampone e preferibilmente un antibiogramma, per individuare il principio attivo più mirato da utilizzare.

 

La malassezia

In moltissimi casi, il patogeno responsabile di infiammazione e cerume maleodorante è la malassezia, un lievito che è un normale commensale della cute e delle orecchie del cane, ma in alcuni casi va incontro ad una sovracrescita incontrollata che causa una vera e propria otite.

La malassezia vive sempre sul cane. . .

Ma come mai in alcuni animali la malassezia e i batteri possono prendere il sopravvento, mentre in altri casi il cane ci convive serenamente?

La risposta sta nell’alterazione della barriera cutanea che si ha nel corso di molte patologie tra cui fenomeni allergici, patologie endocrine, malattie infettive ecc...

Fenomeni di tipo allergico

Nel cane giovane, le principali cause alla base dell’otite sono fenomeni di tipo allergico, sia nei confronti di allergeni alimentari sia ambientali.
In sostanza, se un animale predisposto ad allergia viene in contatto con il suo allergene, si ha un indebolimento della barriera cutanea ed una maggiore probabilità di sovrainfezioni da parte di microrganismi.

Il ruolo dell’alimentazione

Le allergie di tipo alimentare, tra i numerosi sintomi che contemplano, possono anche avere come unica manifestazione l’otite. Spesso in questi casi siamo di fronte ad animali giovani e tendenzialmente in salute, che però possono manifestare fastidio alle orecchie, arrossamenti ed a volte anche prurito in altre zone del corpo. Tipicamente, dopo qualche tempo dal trattamento dell’otite con le opportune terapie, se non vi è alcun cambio di alimentazione, la problematica tende a recidivare.

Fatevi aiutare dal veterinario

Qualora si sospettasse una causa alimentare, il medico veterinario, oltre alla terapia dell’otite, imposterà una prova alimentare ad eliminazione per la diagnosi della reazione avversa al cibo.
Tale prova dev’essere svolta con l’ausilio di alimenti specifici, ovvero mangimi monoproteici o diete casalinghe a base di proteine che siano totalmente nuove per l’animale, con le quali non è mai entrato in contatto, oppure crocchette idrolizzate, nelle quali le proteine sono sottoposte a processi tecnologici che le rendono impossibili da riconoscere come allergeni.

La scelta delle proteine e dei mangimi dev’essere molto scrupolosa, pena l’invalidità della prova.

E’ molto importante evitare il ‘’fai da te’’ cercando di cambiare l’alimento sulla base di idee personali o informazioni trovate su internet, in quanto si rischia solo di confondere il quadro clinico e perdere tempo prezioso per la diagnosi di eventuali patologie diverse.

Dott.ssa Gloria Tonin – Medico Veterinario